Tik Tok – pericolo o opportunità?

Dicembre 27, 2019 by Nessun commento

Ne parleremo a Milano il 16 gennaio 2020 all’incontro organizzato da PA Social in collaborazione con l’Eco della Stampa. Iscriviti qui

Il convegno su TikTok a Milano il 16 gennaio 2020

Un social che nasce per i giovanissimi ma che, da qualche tempo, sta spopolando anche tra i meno giovani creando così schieramenti tra quelli che ne parlano male, mettendo al primo posto, come fattore negativo, la paternità di TikTok che, sulla scia di quanto asserito dal governo americano, tutto quello che è cinese è male e non è sicuro. Peccato che ormai da decine d’anni quasi tutto l’hardware prodotto per computer, smartphone, tv, ecc. sia di provenienza cinese. Le stesse Apple e Google fanno assemblare i loro prodotti in Cina con componenti cinesi. Cina sarebbe sinonimo di insicurezza, di mancanza di privacy.

Dall’altra parte chi invece crede che dietro ai balletti, ai video buffi e spesso anche irriverenti, possa nascondersi la fragilità dei nostri giovani, la voglia di rivincita, la possibilità di raccontare al mondo la propria storia, magari fatta di sofferenze, di intolleranze, di mancata accettazione, per renderla pubblica esorcizzandone la parte negativa e magari trovando la comprensione di estranei che purtroppo spesso non si trova in famiglia o tra gli amici.

Un altra chiave di lettura dell’avvento di Tik Tok potrebbe essere il confronto tra generazioni, la voglia degli adulti di capire i giovani, di trovare un punto di contatto in un mondo che tende, giorno dopo giorno, ad allontanare le diverse generazioni che utilizzano linguaggi differenti (ne ho parlato assieme agli amici di Velocità Media qui)

Si iniziano a vedere, anche in Italia, aziende che promuovono i loro prodotti attraverso i brevi video di TikTok creando così un legame con l’utente finale e permettendo una pubblicità a costo zero con un raggiungimento organico di migliaia di utenti premiati spesso da un algoritmo non semplice da capire ma che, da un giorno all’atro, può farti diventare un influencer. Il 16 gennaio porteremo proprio un caso concreto.

Timidamente si vedono anche i primi account di Amministrazioni pubbliche che iniziano a prendere le misure, magari puntando a raggiungere un’utenza difficilmente intercettabile su altre piattaforme.

Non è dato sapere come evolverà l’utilizzo di TikTok nel nostro paese, se si sgonfierà come SnapChat o se diventerà un competitor di Facebook, come prevedono in molti.

Certo è che chi ha memoria storica ricorderà le accese critiche nel 2004 all’esordio di quello che in tanti dicevano una moda passeggera e che ora è il principale colosso del marketing mondiale.


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